Steven Beckers – Una passione per la sostenibilità

Steven Beckers


Da piccolo, quando sedeva sulle ginocchia del nonno architetto, Steven Beckers sapeva di voler seguire la stessa strada. Ha raggiunto l’obiettivo e ha fatto della sostenibilità il suo filo conduttore.

 

 

Dalla natura non possiamo prendere più di quanto essa sia in grado di rigenerare”, sostiene l’architetto Steven Beckers. “Come architetti, abbiamo un’enorme responsabilità perché lasciamo tracce per le generazioni future. Le città sono le creazioni umane che consumano più energia e producono più rifiuti. Senza contare che il 40 percento delle emissioni totali di CO2 proviene dagli edifici”.

Per Beckers, l’aspetto preponderante dell’architettura sostenibile è il comfort delle persone.

“Osservando la relazione tra esterno e interno risulta più facile comprendere che facciamo parte dell’ambiente in cui siamo inseriti”.

Per costruire in modo sostenibile è necessario considerare l’edificio nella sua complessità, dice Beckers, tenendo conto di elementi quali l’illuminazione, il trattamento dell’acqua, i materiali, il consumo di energia, l’ambiente e, non ultimo, l’agio delle persone che ci vivono. Per non limitare il risultato a un maggiore isolamento e un minor consumo di energia, occorre porsi domande del tipo qual è l’atmosfera, come sono le scale e dove dovrebbero trovarsi per far sì che vengano usate più degli ascensori, qual è l’esposizione migliore, cosa si vede fuori dalla finestra e così via.

Alla domanda se sia più costoso costruire case con questi criteri, Beckers risponde: “Sì, se si considera solo l’aspetto dell’investimento finanziario. Non così tanto, se il fattore sostenibilità è integrato nel progetto fin dall’inizio. Il ritorno economico si realizza dopo alcuni anni.

“Costruire case belle è facile, più difficile è far sì che, a distanza di anni, chi le abita si senta a proprio agio, soddisfatto non solo dei ridotti consumi di acqua ed energia”.

 

Beckers confessa che,fino a qualche tempo fa, né i suoi clienti né i colleghi avevano preso troppo sul serio l’idea della sostenibilità. Oggi, insieme al gruppo che forma la società Art & Build Architects di Bruxelles, definita una “Eco Company”, ha ricevuto vari riconoscimenti per l’apporto reso allo sviluppo sostenibile dell’architettura, in particolare due prestigiosi primi premi – il BEX (Building Exchange) e il MIPIM 2008 – rispettivamente nella categoria “sustainable architecture” e in quella “business centres”, per la nuova sede del Consiglio Europeo di Strasburgo, in Francia.

“Siamo all’avanguardia nel campo della sostenibilità e siamo lieti di veicolarne il messaggio”. La società ha però recentemente perso una gara per la costruzione di un edificio in Francia perché, a suo dire, “l’idea era troppo avanti rispetto ai tempi”.

“Oggi la sostenibilità è in voga nell’architettura e, d’ora in poi, ne influenzerà ogni aspetto. L’architettura contestuale fa tendenza, mentre quella oggettuale, che mira a creare oggetti avulsi dai principi del comfort e dell’ecologia, come quelli esposti al Museo Guggenheim di Bilbao, è fuori moda”.

L’abitazione di Beckers, un edificio degli anni ’50 costruito secondo lo stile di Frank Lloyd Wright, icona dell’architettura moderna, è “verde”, pur essendo di colore mattone.

“L’aerazione e l’illuminazione sono naturali e un terzo della casa si sviluppa sottoterra per godere appieno della natura e delle sue variazioni stagionali. Ovunque c’è il contatto con gli alberi”.

Beckers ha trascorso 14 anni all’estero, prima di tornare in Belgio, dove il suo amico, Pierre Lallemand, gli aveva proposto di collaborare al problematico progetto di ristrutturazione di Palazzo Berlaymont, sede della Commissione Europea.

Beckers ricorda la sua reazione: “Gli chiesi se fosse impazzito, era un progetto troppo grande per me. Ma poi ricevetti la chiamata del governo e non potei rifiutare”. In seguito Beckers si unì come socio all’Art & Build Architects, che, dal 1999 ha aumentato l’organico da 30 a 130 dipendenti, con sedi di rappresentanza in sei paesi.

Beckers è molto soddisfatto del suo lavoro e della vita che conduce. Entrambi sono intimamente legati e, al momento, non ha bisogno di alcun hobby: la famiglia, il lavoro e l’insegnamento – mezza giornata alla settimana presso l’Université Libre di Bruxelles – sono i suoi interessi. Non smette mai i panni dell’architetto, nemmeno quando passeggia per strada e vede cose che gli piacerebbe cambiare.

“Non devo risolvere tutto”, dice. “Memorizzo le idee e, prima o dopo, viene fuori un miscuglio di impressioni che chiamo pensiero laterale. Ora sto lavorando a una di queste idee – un vetro in grado di respirare come il Gore-Tex”.

 

Beckers legge molto, soprattutto temi che riguardano la natura, la scienza, le innovazioni e la sociologia. Alimenta la sua creatività con l’insegnamento e facendo trekking con la famiglia nelle Ardenne, o anche solo viaggiando in treno e in aereo.

“Gli architetti toccano tutti gli aspetti della vita. Bisogna mettersi alla prova tutti i giorni, ma non è un’attività molto remunerativa. Però sono soddisfatto della mia vita, lavoro a dieci minuti da casa e ho la possibilità di andare spesso a mangiare fuori con la mia famiglia. Adoro mangiare e la cucina belga è eccellente”.

“Bruxelles è una città internazionale che offre una qualità di vita molto superiore a quella di Londra, dove ho vissuto per 11 anni. I costi sono ragionevoli e la gente è seria e lavora sodo, anche se veniamo considerati un po’ noiosi”.

Steven Beckers si congeda per recarsi al suo prossimo appuntamento, il ristorante a due isolati da qui.

 

 



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AGE: 48
LIVES: In Uccle (Brussels).
FAMILY: Wife Carole and children Julien, 14, and Olivia, 9
INTERESTS: Family and work.
FAVOURITE MOVIE: Blade Runner, by Ridley Scott with Harrison Ford.
FAVOURITE BOOK: Cradle to Cradle: Remaking the Way We Make Things, by William McDonough and Michael Braungart.

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