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Nulla sfugge, nemmeno le particelle più piccole

Con un sistema idraulico mantenuto correttamente l'olio permane in ottime condizioni. Un sistema di ricondizionamento avanzato può rimuovere agenti contaminanti di piccolissime dimensioni che sfuggono ai sistemi di filtrazione convenzionali, con conseguenti riduzione dei costi, minore impatto ambientale e maggiore durata di esercizio.

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L’olio idraulico serve principalmente per trasmettere la potenza, ma è anche fondamentale per mantenere il funzionamento regolare del sistema a livello più ampio, ad esempio lubrificando le parti mobili, raffreddando il sistema mediante la rimozione del calore dalle aree a carico elevato, prevenendo la corrosione dei componenti e rimuovendo la contaminazione dalle superfici critiche. Una strategia di manutenzione per un sistema idraulico dovrà quindi fondarsi sul mantenimento dell’olio in ottime condizioni.

L’usura abrasiva si riscontra tipicamente nei sistemi meccanici con moto relativo tra due superfici, perché le particelle dure rigano le superfici durante il movimento. La contaminazione da particelle come polvere, particolato metallico, gomma e fibre può avere effetti abrasivi nel sistema, accelerando l’usura dei componenti meccanici come pompe, cuscinetti, steli, pistoni e guarnizioni. La rimozione di queste particelle dall’olio determina la riduzione del tasso di usura e una maggiore durata di esercizio del sistema.

Particelle più piccole e ossidazione

I sistemi di filtrazione convenzionali sono eccellenti per la rimozione delle particelle più grandi, da 5 micron fino a 1 micron. Nuovi dati, tuttavia, suggeriscono che anche le particelle più piccole svolgono un ruolo significativo, perché influiscono direttamente sulla degradazione dell’olio e sulle prestazioni del sistema.

Una strategia di manutenzione per un sistema idraulico deve iniziare con il mantenimento dell’olio in ottime condizioni.

Un altro fattore è l’ossidazione, che spesso è vista come una funzione del processo di invecchiamento dell’olio. L’ossidazione nell’olio si verifica in presenza di ossigeno e di elevate temperature. Inoltre, è necessario che vi sia un catalizzatore per avviare e propagare la reazione. La contaminazione da particolato agisce come un catalizzatore per il processo di ossidazione. Ma se l’olio è già filtrato, allora perché gli oli continuano a ossidarsi?

La risposta è da cercare in un problema meno visibile: le nanoparticelle, che possono avere un millesimo delle dimensioni delle particelle rimosse dai sistemi di filtrazione convenzionali. Il monitoraggio standard delle condizioni del lubrificante non controlla queste particelle più piccole. Lo standard industriale è quello, invece, di formulare oli con additivi antiossidanti. Con l’avanzare del processo di invecchiamento però questi additivi si esauriscono e alla fine l’ossidazione procede senza ostacoli.

Come impedire l’ossidazione

Tanto per cominciare, un approccio più sostenibile è quello di impedire che la reazione di ossidazione si verifichi. Per affrontare questo problema, SKF RecondOil ha sviluppato la tecnologia della doppia separazione (DST, Double Separation Technology), che rimuove le nanoparticelle dagli oli industriali, fermando il processo di ossidazione fin dall’inizio. Questo trattamento inibisce il processo di invecchiamento dell’olio, prolungando la durata in esercizio dell’olio idraulico.

Uno dei componenti più importanti nei sistemi idraulici è la tenuta, che mantiene l’olio all’interno e gli agenti contaminanti all’esterno. Senza tenute i sistemi idraulici non sarebbero in grado di funzionare. Per la scelta del design e del materiale di tenuta adatti è necessario tenere in considerazione le condizioni di esercizio, come la temperatura, la pressione e i fluidi idraulici coinvolti.

La composizione chimica dei fluidi idraulici può influire sulla durata e sulle prestazioni della tenuta. Se la tenuta non è compatibile con il fluido, potrebbe gonfiarsi, restringersi, indurirsi, ammorbidirsi, dissolversi o perdere elasticità.

SKF ha una lunga storia e un ampio database di risultati di prove sulla compatibilità dei vari materiali di tenuta con i fluidi, nonché un’esperienza ineguagliabile nello sviluppo di materiali per soddisfare le esigenze dei clienti.

Banco di prova di tenute idrauliche per applicazioni con moto alternativo.
Quando le tenute funzionano in modo ottimale, impediscono possibili perdite di olio. Una singola perdita che fuoriesce al ritmo di una goccia al secondo equivale a 1.900 litri di olio in 12 mesi. Anche se l’olio fuoriuscito viene recuperato e pulito prima che abbia un impatto sull’ambiente circostante, viene comunque consumato. Per sostituirlo, l’olio nuovo deve essere acquistato, spedito e immagazzinato con costi aggiuntivi sia per il proprietario dell’impianto sia per l’ambiente.

Un olio idraulico più pulito consente anche di ridurre i costi della manodopera. Poiché ha una durata di esercizio maggiore, si ottiene una significativa riduzione degli interventi di manutenzione ordinaria per lo scarico e il riempimento. Anche il costo degli interventi di manutenzione straordinaria può essere ridotto in quanto l’usura e i cedimenti legati alla contaminazione diminuiscono.

Deterioramento dell'olio idraulico.

Un impianto idraulico è un investimento. La durata di esercizio delle apparecchiature idrauliche è un fattore importante per il successo di tale investimento. È stato dimostrato che un fluido idraulico più pulito prolunga significativamente la durata di esercizio degli impianti idraulici. Una maggiore pulizia dell’olio può moltiplicare la durata di una macchina idraulica fino a 10 volte rispetto a una macchina che utilizza olio contaminato.

Il controllo previene i danni

Per tutti questi motivi è importante mantenere l’olio idraulico sempre in condizioni ottimali. Attraverso un attento controllo della contaminazione da particelle e dei catalizzatori dell’ossidazione è possibile prevenire l’usura prematura dei sistemi idraulici e prolungare la durata degli oli idraulici.

Prove approfondite condotte dal team europeo responsabile dei test sui prodotti SKF a Judenburg, in Austria, hanno dimostrato che attraverso il processo della tecnologia della doppia separazione di SKF RecondOil si può prolungare la durata di esercizio di un qualunque olio idraulico disponibile in commercio. L’olio idraulico pulito a livello nanometrico e trattato con tecnologia della doppia separazione non solo presenta una durata originale maggiore, ma offre anche migliori prestazioni in termini di lubrificazione.

Prove interne hanno dimostrato gli effetti positivi sulle prestazioni di attrito delle tenute quando l’olio idraulico è stato ricondizionato con il processo della tecnologia della doppia separazione di SKF RecondOil. Tali prove hanno evidenziato una correlazione netta tra la riduzione dell’attrito e l’utilizzo di olio ricondizionato, che a sua volta riduce l’usura della macchina e la contaminazione incrociata e prolunga la durata dell’olio in esercizio.

In queste prove la durata dell’olio idraulico potrebbe raggiungere un valore pari almeno al doppio con il processo di pulizia a livello di nanoparticelle e il trattamento con tecnologia della doppia separazione. Il prolungamento della durata di esercizio dei lubrificanti industriali grazie alla rimozione delle nanoparticelle dall’olio e alla prevenzione dell’ossidazione offre la possibilità di un cambiamento di paradigma: non trattare più l’olio come un materiale di consumo, ma come una risorsa. Lo stesso olio può essere utilizzato ripetutamente. Un piccolo cambiamento nell’olio può tradursi in risultati strategici significativi.

Per maggiori informazioni su RecondOil consigliamo di leggere il rapporto SKF Sealing solutions test results for hydraulic oil.

Riduzione dell'attrito con olio idraulico trattato con tecnologia della doppia separazione di SKF RecondOil.