Tecnologia digitale

Nell’E-core® di Internet of Things

Internet of Things, letteralmente “Internet delle cose”, sta diventando un elemento centrale del mondo produttivo industriale. Il fenomeno riguarda anche gli elettromandrini, che sono il cuore delle attrezzature per macchine utensili prodotte dall’azienda italiana HSD.

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Fatti


HSD

Fondata nel 1992; casa madre, il Gruppo Biesse, fondato nel 1969
Direzione: Giancarlo Selci, CEO, e Fabrizio Pierini, direttore generale
Ubicazione: sede centrale a Gradara, consociate in USA, Germania e Cina
Proprietà: Biesse è un’impresa ad azionariato diffuso della Borsa italiana.
Produzione: mandrini, teste di foratura, teste a 5 assi, aggregati e dispositivi elettronici
Fatturato 2015: 70 milioni di euro
Numero dipendenti: 250 in Italia, 50 all’estero
www.hsd.it

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HSD

Contatto vendite

Massimo Sandri, Massimo.Sandri@skf.com

HSD è l’azienda leader mondiale nella produzione di elettromandrini per la lavorazione del legno e altre lavorazioni leggere. Fondata a Pesaro, nel 1992, come divisione del Gruppo Biesse di Pesaro, del quale era la principale fornitrice, il suo nome è l’acronimo di “High Speed Development”. Pur non potendo immaginare, all’inizio, che ogni mandrino avrebbe integrato un processore centrale (Central Processing Unit, CPU), il suo fondatore, Giancarlo Selci, aveva previsto che uno sviluppo rapido e flessibile sarebbe stato cruciale per il successo della sua azienda.

L’attuale direttore generale, Fabrizio Pierini, è entrato a far parte dell’HSD nel 1995, quando le vendite ammontavano a circa 1 milione di euro e i dipendenti erano meno di 20. A quel tempo l’HSD produceva mandrini per la lavorazione del legno per il suo principale cliente, la Biesse, che produceva macchinari per il settore. Con il placet della casa madre, l’HSD aveva cominciato fin dall’inizio a vendere anche ai concorrenti della Biesse. “Per noi è un complimento se altri costruttori di macchine per la lavorazione del legno giudicano i nostri prodotti così validi da acquistarli, ben sapendo che facciamo parte di un gruppo concorrente”, dichiara Pierini.

L’HSD oggi rappresenta il 60 percento del mercato mondiale di elettromandrini per applicazioni leggere. Vende il 15 percento della produzione alla Biesse e il resto a clienti internazionali, in particolare in Asia, Germania e Stati Uniti.

Nel 2000 l’azienda aveva deciso che l’eccessivo affidamento sul settore della lavorazione del legno avrebbe potuto rivelarsi una strategia non prudente nel lungo termine. Il mercato dell’edilizia abitativa è ciclico e le aziende che si legano esclusivamente a questo settore risentono della stessa volatilità. Di qui la decisione di aprirsi a lavorazioni di altri materiali, come plastica, compositi e marmo, ricalcando, in modo indipendente, analoghe decisioni strategiche prese dalla Biesse.

L’ampliamento ha riguardato anche il più impegnativo mercato dei mandrini per applicazioni pesanti, come la lavorazione dei metalli. “I macchinari per la lavorazione del legno trovano impiego solo nell’edilizia, mentre quelli per la lavorazione dei metalli sono ovunque, nel settore automobilistico come in quello aeronatico o elettronico”, commenta Pierini.

Il mercato delle applicazioni leggere e quello delle applicazioni pesanti presentano notevoli differenze, che vanno oltre la diversità dei materiali. Le applicazioni leggere implicano velocità molto elevate e grandi volumi.

Quelle pesanti, invece, richiedono coppie elevate, vale a dire un numero inferiore di mandrini per macchina, ma con valore molto più alto per unità. Da notare che il mercato dei macchinari metallurgici è molto chiuso. Pierini sostiene che i produttori pretendono per le loro macchine caratteristiche esclusive. “Ognuno di loro richiede mandrini con caratteristiche specifiche, personalizzati in base alle loro apparecchiature”, sottolinea. “Tutto è più sofisticato, con più ‘valore aggiunto’. È la differenza che c’è tra la lavorazione di un iPhone o di un aeroplano”.

Inizialmente la scelta dell’HSD di entrare nel settore delle applicazioni pesanti era stata accolta con un certo scetticismo. Ora, dopo 15 anni, non è più così e i dispositivi HSD per applicazioni pesanti rappresentano il 65 percento delle vendite in termini di valore. “Oggi la nostra crescita dipende da quella dei nostri clienti”, osserva Giuseppe Benelli, responsabile vendite HSD. “Quando ricevono ordini per le loro macchine, si rivolgono a noi per i mandrini”.

E gli ordini arrivano, soprattutto dall’Asia. Nel 2015, l’azienda ha raddoppiato la capacità produttiva, passando da uno stabilimento di 4.000 m2 a uno da 8.000. Nel prossimo futuro si prevede un ulteriore ampliamento a 12.000 m2 e il raddoppio della capacità produttiva.

Gli elettromandrini del futuro saranno sempre più intelligenti e l’HSD intende mantenere la propria leadership integrando l’intelligenza nei propri dispositivi, tra cui teste di foratura, teste a 5 assi, aggregati e mandrini. A riprova di ciò, ha registrato il marchio E-core®.

Pierini sostiene che l’attività principale dell’HSD consisterà nel facilitare l’analisi delle apparecchiature. L’obiettivo è sviluppare la capacità di comunicare sul piano della manutenzione preventiva, intervenendo prima che una linea di produzione si interrompa e acquisendo informazioni tese a migliorare le nuove macchine.

“Siamo solo all’inizio”, rileva. “Le macchine connesse alle sedi centrali sono l’essenza dell’Internet of Things”.

La partnership tra SKF e HSD
Il rapporto di collaborazione tra la SKF e l’HSD dura dal 1992. I mandrini HSD impiegati nella lavorazione del legno richiedono cuscinetti in grado di offrire alte velocità, bassa rumorosità, momento di attrito molto ridotto, tolleranze strette e di essere muniti di tenute per trattenere il lubrificante e impedire l’ingresso di sostanze contaminanti.

Nel 2012, la SKF ha sviluppato la nuova serie di cuscinetti obliqui a sfere ibridi Super-precision, muniti di tenute, S70 ..W. Per ridurre la rumorosità e i livelli di vibrazione (in particolare alle velocità medio-basse) è stata progettata una nuova gabbia in PEEK, in grado di reggere velocità molto elevate (fattore n × dm 1,6 milioni). La scelta di questi esclusivi cuscinetti ha portato a un incremento della produttività.

Forniture secondo il principio just in time, tecnologia SKF, servizio post-vendita e focalizzazione sul settore sono altri fattori che concorrono a offrire all’HSD una maggiore efficienza. La continuativa collaborazione con la SKF permette all’HSD di migliorare le prestazioni delle macchine per le applicazioni leggere e pesanti di settori come quello automobilistico, aeronautico e medicale.

Operatore verifica il montaggio dei mandrini. Montaggio di multimandrino. Mandrini rettificati in attesa di montaggio.Mario Mattia, sales manager SKF Machine tool, Fabrizio Perini, direttore generale HSD e Massimo Sandri, account manager SKF Machine tool.Alberi di mandrini pronti per l’equilibratura.I cuscinetti sono tenuti (sigillati) negli imballi originali fino al momento del montaggio.