Passione per la plastica

Lungi dall’immaginare che avrebbe permeato la vita moderna, gli antichi Greci conoscevano già la parola plastikos, derivata da plassein, che significa plasmare.

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Sintesi

DIMENSIONI: La Engel ha 3.300 dipendenti in tutto il mondo; la Zambello ne ha 100.
FATTURATO: Lo scorso anno il fatturato della Engels è stato di 540 milioni di euro; quello della Zambello di 15 milioni.
ORGANIZZAZIONE: La Engel ha quattro fabbriche in Austria, una nella Repubblica Ceca, negli USA e nella Corea del Sud e due in Canada; la Zambello ne ha due nell’Italia settentrionale.
STRATEGIA PRODUTTIVA:La Engel costruisce macchine complete per lo stampaggio a iniezione e le vende direttamente agli utilizzatori; la Zambello fabbrica riduttori e li vende ai costruttori di macchine per l’estrusione della plastica.
STRATEGIA DI SVILUPPO: la Engel è cresciuta producendo componenti per le proprie macchine; la Zambello fornisce riduttori ad altre aziende.

Lungi dall’immaginare che avrebbe permeato la vita moderna, gli antichi Greci conoscevano già la parola plastikos, derivata da plassein, che significa plasmare.

 

I diversi processi di trasformazione dei polimeri, per estrusione o mediante stampaggio a iniezione, caratterizzano due aziende leader nel settore delle macchine per materie plastiche, l’austriaca Engel e l’italiana Zambello.

Il parallelo tra le due aziende risulta più chiaro se si evidenza la grande passione che le accomuna, quella per la qualità, ispirata per entrambe dai due rispettivi fondatori, Ludwig Engel e Zevio Zambello, e che le ha portate ad avvalersi di fornitori di prim’ordine, quali la SKF.

L’obiettivo di Ludwig Engel nell’Austria postbellica di circa 60 anni fa non era certo la plastica, anzi, in quel periodo si trattava di cogliere qualsiasi opportunità. La realtà odierna è quella di un’azienda leader mondiale nella costruzione di macchine per stampaggio a iniezione, con cui soddisfa il 50% dell’intera produzione europea.

Addetto del settore metallurgico nell’ex Yugoslavia, al termine della seconda guerra mondiale Engel si trasferisce con la sua famiglia in Austria, a Schwertberg, cittadina nei pressi di Linz dove, nel 1945, apre un’officina per la riparazione delle funicolari. Ben presto, l’attività si amplia con lo stampaggio dei pellami per calzature e, nel 1948, ha inizio la produzione di presse a ginocchiera per la lavorazione della bachelite, una resina sintetica impiegata per i materiali elettrici. Il passo verso la plastica è breve, come osserva  Reinhard Bauer, responsabile delle comunicazioni alla Engel, e avviene in seguito alla crescente domanda di prodotti di consumo in plastica da parte del mercato europeo.

Schwertberg ospita ancora oggi la sede principale della società, con lo stabilimento attuale che è stato completamente ricostruito dopo la devastante inondazione del 2002. Lavorano qui 1.300 dei suoi 3.300 dipendenti. «Per battere la concorrenza asiatica, è necessario essere sempre all’avanguardia», afferma Bauer.

Lo stabilimento austriaco di St Valentin, poco distante da Schwertberg, produce macchine di grandi dimensioni, circa la metà delle quali destinate all’industria automobilistica per la produzione di componenti quali paraurti, parafanghi, cruscotti e prodotti similari. L’industria automobilistica rappresenta il 60% circa del fatturato della Engel ed è un settore in forte sviluppo. Herbert Zeidlhofer, responsabile dell’ingegneria meccanica, dichiara che dalle 170 macchine prodotte nel 1997 in questo nello stabilimento si prevede di passare a 400 unità nel 2004.
Il problema di tutte le macchine per stampaggio a iniezione, in particolare quelle di grandi dimensioni, è che la plastica fusa, che va ad alimentare lo stampo tramite iniezione ad alta pressione, si ritira del 30%. Per gestire la pressione risultante, le presse sono costituite da un gruppo di iniezione, equipaggiato con vite, e da un modulo di chiusura, che controlla la compressione nello stampo.

Le macchine prodotte a St Valentin si avvalgono di un sistema a doppia piastra, di cui una fissa e una mobile, con una forza di chiusura che va da 650 a 5.000 tonnellate ed equivale al peso di 60 locomotive messe una sull’altra.

La produzione della Engel annovera anche altri tipi di macchine, quali presse di dimensioni inferiori con modulo di chiusura senza giuntura, sistemi interamente modulari, con forza di chiusura da 250 a 6.000 kN, e i tradizionali sistemi a doppia ginocchiera a cinque punti, con forza di chiusura da 3.500 a 9.000 kN.

I cuscinetti, che hanno a che fare soprattutto con la natura ciclica delle sollecitazioni, piuttosto che con il calore, la velocità o l’accelerazione, sono fondamentali nei moduli di chiusura. Un ciclo dura dai 10 ai 100 secondi con forti sollecitazioni, in particolare perché il sistema di lubrificazione su queste grandi macchine non è ottimale.

La collaborazione tra Engel e SKF è ormai ventennale. «La SKF ha lavorato al nostro fianco in un clima di reale cooperazione. Il consiglio di apportare delle modifiche alla progettazione, alla viscosità dell’olio e al processo di montaggio ci ha permesso di ottenere miglioramenti consistenti nel campo della lubrificazione», dichiara Zeiderhofer.

La Engel è nota per l’affidabilità dei suoi prodotti e la sollecitudine verso i clienti. «Il nostro successo consiste nell’essere un fornitore unico, specializzato nello stampaggio a iniezione, attento e sollecito alle esigenze dei propri clienti», aggiunge Bauer.

La passione di Zevio Zambello per le macchine risale alla sua gioventù: all’età di 18 anni lascia la città natale, Rovigo, e il padre con i quattro fratelli, tutti agricoltori, per cercare fortuna come meccanico nell’area industrializzata a nord di Milano.

Nel 1957, a Castellanza in provincia di Varese, fonda la Zambello Riduttori che fornisce riduttori all’industria della plastica, in rapida espansione dopo la seconda guerra mondiale. Zambello racconta: «Avevo notato che, in Germania, i riduttori di velocità delle macchine per le materie plastiche erano forniti da società esterne, non prodotti all’interno come era avvenuto fino ad allora, e decisi di fare lo stesso in Italia, concentrando l’attenzione sui costruttori di estrusori per plastica e gomma. Era il primo caso del genere in Italia e il nostro primo prodotto è stato un riduttore progettato dal sottoscritto».

Il fiuto di Zambello non lo aveva ingannato: la società attuale ha due stabilimenti di produzione, uno a Magnano, nei pressi dell’aeroporto di Malpensa, e l’altro a Lendinara, vicino al suo paese di origine. Il primo produce riduttori di grandi dimensioni, circa la metà dei quali in linea con le esigenze specifiche del cliente, mentre nel secondo avviene la produzione essenzialmente di serie di riduttori di dimensioni più piccole.

La produzione annua complessiva dei due stabilimenti è di 10.000 riduttori, 30% dei quali nella sede lombarda, e il restante 70% in Veneto, sebbene, in termini economici, il risultato sia di perfetta parità.

«La crescita annuale degli ultimi dieci anni è stata del 30% circa», dichiara Alessandro Zambello, figlio di Zevio e responsabile commerciale della società (il fratello, Elio, è il responsabile tecnico).

Le due sedi produttive sorgono complessivamente su una superficie di 38.000 metri quadrati, di cui 6.800 coperti, e circa la metà della produzione è destinata all’esportazione.

Il successo di questa società è ancora più sorprendente se si pensa alla concorrenza delle multinazionali tedesche e giapponesi, che dispongono di un numero di dipendenti enormemente superiore e di ingenti somme da investire nel settore della ricerca e sviluppo. Qual è il segreto?

«In primo luogo, grande flessibilità, e poi un livello di specializzazione assai elevato», spiega Zambello. Per le società come la Zambello, piccole ma altamente specializzate, l’assistenza tecnica da parte della SKF è determinante.
Anche se i clienti non ne sono sempre consapevoli, come osserva Zambello, nelle macchine per la lavorazione delle materie plastiche i riduttori sono componenti fondamentali, poiché devono reggere forti sollecitazioni. Potenza e velocità sono fattori critici.

La superiorità dei riduttori Zambello, secondo il loro costruttore, risiede nei seguenti fattori:

  • Progettazione (alcuni componenti sono brevettati)
  • Qualità delle finiture
  • Ottimizzazione degli ingranaggi
  • Metodo di montaggio dei componenti.

Anche lo stabilimento di produzione segue criteri di qualità molto elevati. Per esempio, il pavimento è suddiviso in modo che le vibrazioni generate da una macchina non danneggino quelle circostanti. La rumorosità è pressoché assente e l’ambiente è studiato per limitare l’influenza negativa di fattori quali la temperatura e l’umidità.

La strategia dell’azienda è spesso in controtendenza: ridurre il prezzo iniziale a scapito della qualità, come attuato da alcuni concorrenti, genera dei costi superiori per i clienti nell’assistenza post-vendita. Al contrario, la perfetta efficienza delle macchine, resa possibile dalla scelta di componenti di elevata qualità, consente di contenere i costi di esercizio e di annullare i costi dei servizi.
 
«Non barattiamo la qualità con il prezzo», afferma Zambello. «I nostri prezzi sono competitivi ma la nostra strategia non si basa sul prezzo. Siamo gli unici nel nostro settore ad utilizzare esclusivamente cuscinetti SKF. Il motivo? Perché sono i migliori nel loro settore, così come noi lo siamo nel nostro».


Maggiore disponibilità delle macchine dell’industria della plastica

L’esigenza di processi affidabili è quanto mai sentita in questo settore. I cuscinetti impiegati per le formatrici a iniezione e gli estrusori, macchine fondamentali in questo tipo di industria, devono avere un’ottima capacità di carico dinamico e statico.

I cuscinetti SKF assiali orientabili a rulli Explorer soddisfano queste esigenze e, grazie all’acciaio SKF XBITE con cui sono costruiti, presentano altresì eccellenti doti di robustezza e resistenza all’usura. Inoltre sono studiati per rendere minimo l’attrito e offrire un’ottima lubrificazione delle superfici a contatto, anche in fase di avvio.

In proposito, Tommy Rochhausen, responsabile dello sviluppo delle soluzioni con cuscinetti orientabili, e Sandro Chervatin, specialista del settore Trasmissioni Industriali, sostengono che l’offerta SKF ha permesso ai più importanti costruttori di macchine per materie plastiche, quali la Engel Maschinenbau e la Zambello Riduttori, di aumentare la produttività grazie a

  • maggiore disponibilità delle macchine con minore manutenzione
  • più sicurezza ad avvio macchina
  • maggiore competenza tecnica del settore applicativo.