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Con circa 240 milioni di giocatori in 200 paesi, il calcio è considerato da molti lo sport più popolare del mondo. La semplicità è sicuramente tra i motivi della sua così ampia diffusione. Bastano pochi giocatori, una superficie sufficientemente piana, qualcosa per delimitare le porte e un oggetto di sforma sferica: e che calcio sia.

La sua popolarità – e commercialità – è visibile ovunque. Non c’è luogo al mondo, da Londra a Lahore, da Nairobi a New York, in cui non capiti di incontrare persone che indossano le maglie dei loro campioni preferiti, come Ibrahimović, Eto’o e Messi.

Per molti il calcio è molto più che un semplice gioco. Diventare un calciatore professionista è un mezzo con cui sfuggire alla povertà e assicurare un futuro per sé e la propria famiglia, senza contare la notorietà di cui si gode.

Un esempio tra tutti è quello del brasiliano Edson Arantes do Nascimento, meglio noto come Pelé, considerato il più grande calciatore di tutti i tempi. Cresciuto in povertà a Bauru, nello stato di San Paolo, imparò a giocare grazie al suo allenatore. Non potendo permettersi un vero pallone da calcio, adoperava calzini riempiti di carta di giornali o pompelmi. Alla fine della sua straordinaria carriera, Pelé aveva collezionato 1.281 reti in 1.363 partite e aveva fatto parte delle squadre che avevano fatto vincere al Brasile tre Coppe del Mondo.

Non è quindi un caso che il calcio sia una componente importante delle attività che la SKF svolge nell’ambito della sostenibilità. Dal 2007 l’azienda organizza i tornei di calcio “Meet the World”, riservati ai giovani di tutto il mondo, allo scopo di aiutare le squadre con risorse economiche limitate a partecipare alla Gothia Cup di Göteborg, in Svezia. La SKF è il partner principale di questa iniziativa, che con la partecipazione di oltre 30.000 tra ragazzi e ragazze è il torneo giovanile più grande del mondo. Ogni anno si qualificano per accedere alla Coppa tra le 15 e le 20 squadre.

Se vi capitasse di essere a Göteborg dal 17 al 23 luglio di quest’anno non perdetevi la Gothia Cup, rischiereste di non vedere il futuro Pelé.